L'Investitura del Cavaliere da parte della Regina, Luigi Sciallero, Olio su tela, 1904

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Luigi Sciallero (Genova, 1829 - 1920) L'Investitura del Cavaliere da parte della Regina Olio su tela, cm 31 x 45  Firmato e datato, 1904   Luigi Sciallero fu allievo di Giuseppe Isola all’Accademia Ligustica di Genova.  Si perfezionò a Firenze dove frequentò Giuseppe Bezzuoli che...
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Luigi Sciallero (Genova, 1829 - 1920)

L'Investitura del Cavaliere da parte della Regina

Olio su tela, cm 31 x 45 

Firmato e datato, 1904

 

Luigi Sciallero fu allievo di Giuseppe Isola all’Accademia Ligustica di Genova.  Si perfezionò a Firenze dove frequentò Giuseppe Bezzuoli che lo indirizzò verso il purismo.  

Rappresentò la Liguria all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1853.   Partecipò, dal 1854 al 1892, alle esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti di Genova.

Si avvicinò alla corrente purista, come rivelano le numerose opere di soggetto religioso che, insieme ad altri dipinti d’argomento storico-letterario e a ritratti, presentò tra il 1854 e il 1892 alle esposizioni della Società Promotrice genovese. Di questa produzione, spesso accolta favorevolmente dalla critica del tempo, restano oggi testimonianze presso alcuni musei genovesi (Il buon Samaritano, Meditazione, ovvero Frate in preghiera davanti a una tomba, entrambi presso l'Accademia Ligustica; Le ultime ore di Cristoforo Colombo, Galleria Civica d'Arte Moderna). Si trattava in alcuni casi di soggetti riproposti in redazioni diverse nell'arco degli anni. In alcune opere di tema storico-letterario (Laura uscente dal bagno, La figlia di Sion) aderì a motivi romantici venati di sensualismo. Presente fra l’altro alla Mostra Nazionale di Firenze del 1861 e a quella Universale di Vienna del 1873, fu accademico di merito della Ligustica a partire dal 1870.

L’educazione per divenire cavalieri richiedeva un lungo e duro tirocinio. Alla fine di questo tirocinio, intorno ai ventuno anni, riceveva l’investitura a cavaliere che avveniva con una solenne cerimonia. La sera prima il giovane veniva lavato e rasato. Vestito con una tunica bianca (simbolo di purezza), un manto rosso (emblema del sangue che era disposto a versare in nome di Dio) e una cotta nera (che rappresentava la Morte di cui non doveva aver timore), veniva condotto in una cappella, dove avrebbe trascorso la notte pregando. Terminata la veglia notturna, il giovane cavaliere indossava i suoi abiti migliori per recarsi nella sala centrale della dimora del signore, oppure nella principale chiesa del posto, dove lo attendevano il sacerdote, il feudatario, dignitari e i parenti. La cerimonia di investitura avveniva, in genere, a Natale, oppure Pasqua, a Pentecoste, l’Ascensione e la festa di San Giovanni

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