Pescatori

AA-431187
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XVIII/XIX secolo, seguace di Joseph Vernet Pescatori Olio su tela, 50 x 38 Cm Questo dipinto, che ritrae dei pescatori in una marina in tempesta, si inserisce chiaramente nella tradizione del genere paesaggistico avviata dal pittore francese Claude-Joseph Vernet (1714-1789). L'opera, pur non...
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Ars Antiqua SRL
Ars Antiqua SRL Ars Antiqua apre nel 2000 per iniziativa di Federico Bulga...
XVIII/XIX secolo, seguace di Joseph Vernet Pescatori Olio su tela, 50 x 38 Cm Questo dipinto, che ritrae dei pescatori in una marina in tempesta, si inserisce chiaramente nella tradizione del genere paesaggistico avviata dal pittore francese Claude-Joseph Vernet (1714-1789). L'opera, pur non essendo autografa, ne riprende i temi e lo stile con notevole efficacia, dimostrando la vasta influenza che l'artista ebbe sui suoi contemporanei e sui seguaci. La marina è dominata da un'atmosfera drammatica e dinamica, tipica delle scene di naufragio. Al centro della composizione, in primo piano, due figure umane, dei pescatori o dei marinai, lottano contro la furia del mare. Il loro sforzo è reso evidente dalla tensione dei corpi e dall'attenzione concentrata sul tentativo di salvare una rete o una parte dell'equipaggiamento da un'onda che si sta infrangendo violentemente sugli scogli. La loro figura è un punto focale emotivo, che aggiunge un elemento umano di lotta e sopravvivenza al paesaggio naturale e inesorabile. Sullo sfondo, l'ambiente è altrettanto caotico: un'imbarcazione sta lottando, con le vele lacerate, contro un mare in tempesta. Le onde spumeggianti si abbattono con forza sulle rocce scoscese che delimitano la costa. Sulla sinistra, una scogliera imponente e frastagliata è sormontata da un albero isolato, le cui foglie sono sferzate dal vento, accentuando il senso di tempesta. Sulla destra, in lontananza, si intravede una struttura fortificata, forse un faro o una torre, che si staglia contro un cielo plumbeo e carico di nuvole. La luce, fioca e irreale, sembra provenire da un bagliore rossastro all'orizzonte. L'autore dell'opera, un seguace di Vernet, dimostra una profonda conoscenza della pittura del maestro. Come Vernet, egli utilizza la luce come elemento narrativo e drammatico, creando forti contrasti tra le zone in ombra e i rari punti luminosi. I colori sono terrosi e scuri, dominati da tonalità di marrone, ocra e grigio, interrotte da spruzzi di bianco per le onde e da quel rosso inquietante all'orizzonte. La pennellata è vibrante e gestuale, capace di rendere la dinamicità dell'acqua e la forza del vento. Le marine di Vernet erano famose per la loro capacità di evocare la sublimità della natura, intesa come una forza maestosa e terribile, capace di sopraffare l'uomo. Questo dipinto coglie perfettamente tale spirito: il paesaggio non è solo uno sfondo, ma il vero protagonista della scena, con la sua potenza distruttrice che mette in evidenza la fragilità umana. L'opera invita lo spettatore a riflettere sul rapporto tra l'uomo e la natura, un tema ricorrente nella pittura del Settecento. In conclusione, questo dipinto è una valida e riuscita testimonianza dell'eredità artistica di Vernet.

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