Seguace di Evert van Aelst (Delft, 1602 – 1657), Natura morta

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Seguace di Evert van Aelst (Delft, 1602 – 1657),  Natura morta Olio su tavola, cm 69 x 84 Con cornice, cm 95 x 109 La composizione in esame è caratterizzata da un’elegante leggerezza. La frutta è sparsa liberamente su un davanzale in pietra,...
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Ars Antiqua SRL Ars Antiqua apre nel 2000 per iniziativa di Federico Bulga...

Seguace di Evert van Aelst (Delft, 1602 – 1657), 

Natura morta

Olio su tavola, cm 69 x 84

Con cornice, cm 95 x 109

La composizione in esame è caratterizzata da un’elegante leggerezza. La frutta è sparsa liberamente su un davanzale in pietra, mentre alcune mele e dell’uva sono presentate all’interno di un vassoio in ceramica dipinta. Un vaso di fiori domina la parte sinistra del dipinto, rompendo l’andamento orizzontale e dinamizzando la composizione. 

Lo stile sembra derivare da quello di alcune opere tardive di Balthasar Van Der Ast, nato a Middleburg nel 1593-94. Nel 1632 Ast si installò a Delft, dove abitò quasi fino alla sua morte avvenuta nel 1657.

Sembra verosimile che la mano sia quella di un seguace Evert Van Aelst (Delft 1602 – 19 febbraio 1657), peraltro sotto l’influenza di Van Der Ast. Contraddistinto da uno stile piuttosto lineare, ordinato ed analitico, le composizioni di Balthasar hanno influito nella presente figurazione per lo sfondo monocromo, gli insetti sullo sfondo e la presenza delle ceramiche decorate. Si vedano le due nature morte del maestro in riferimento, la prima conservata al Fitzwilliam Museum di Cambridge (UK), e la seconda apparsa sul mercato antiquario.

Evert Van Aelst, anche noto come Everald Aalst, fu reso celebre dai suoi dipinti di natura morta di selvaggina, pesci e vasi. Fu in parte influenzato da Pieter Claesz e, come precedentemente citato, da Balthasar Van Der Ast. Trascorse quattro anni in Francia e sette in Italia. Il granduca di Toscana, divenne suo mecenate e lo ricompensò generosamente per le sue opere. Tornato in Olanda, si stabilì a Delft, dove aprì una bottega specializzata in nature morte. Emanuel De Witte, suo nipote Willem e Jacob Denys erano i suoi studenti. Il quadro ha anche verosimili rapporti con le prime opere di Willem Van Aelst (1627-1683 al più presto), nipote e allievo di Evert Van Aelst. 

La tavola, per analisi stilistica e compositiva, è da riferire alla prima fase giovanile di Evert Van Aelst, rintracciandovi ancora gli influssi dal carattere primitivo di Balthasar Van Der Ast. Si vedano a questo proposito le pere di Aelst conservate in collazione Sir William Bird (UK), o quelle apparse su mercato antiquario raffiguranti un simile vaso in ceramica con fiori, una composizione floreale con papaveri dalla stessa resa e una composizione di frutta nello stesso stile. Nella seconda fase, le composizioni si faranno più articolate e contraddistinte da una maggiore complessità. 

Le sue opere sono conservate nel Suermondt Ludwig Museum di Aix-la-Chapelle, nell’Harvard Art Museum di Cambridge e nel Rijksmuseum di Amsterdam.

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